IL POTERE DELL’ASCOLTO

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Confortare una persona in difficoltà, è tra le azioni più gratificanti. Nonostante il nobile intento tuttavia, può capitare al termine della conversazione, di provare un senso d’impotenza e frustrazione.
In genere accade quando ascoltando una narrazione impegnativa, si prova a consolare spingendo unicamente sul lato positivo; difronte a conversazioni difficili, la tendenza è quella di “indorare la pillola” e a persuadere di vedere “il bicchiere mezzo pieno”.

Che sia per istinto, per educazione ricevuta o desiderio di vedere l’altro tornare presto a sorridere, il nostro tentativo risente comunque di una personale interpretazione dei fatti.
Rogers fornisce alcune indicazioni che possono sostenerci nell’affrontare una situazione così delicata.
Benché durante la narrazione ci vengano forniti molti dettagli, purtroppo non è così immediato comprendere cosa sia realmente utile per alleviare il disagio di chi ci sta difronte, poiché ci mancano molti elementi che concorrono ad elaborare la sua completa esperienza e quindi il suo modo di percepire la realtà.

Pur non avendo sufficienti mezzi, assume grande valore tuttavia un atteggiamento genuino, che esprima semplicemente disponibilità all’ascolto e solidarietà; una buona connessione empatica, inoltre, contrasta la sua solitudine offrendo un prezioso luogo dove sentirsi accolto e compreso.
Qualsiasi consiglio, come suggerisce anche Thomas Gordon nelle “barriere della comunicazione”, seppur fornito in buona fede e con tutte le migliori intenzioni, può essere avvertito come “io conosco la soluzione e tu no”; pregiudizio che mostra una posizione di presunta superiorità, nonché una sottintesa mancanza di fiducia nelle capacità dell’altro.
Partendo dall’assunto che ognuno di noi ha già potenzialmente in sé la soluzione, un semplice ascolto, scevro da giudizi, può aiutare a portarla alla luce in virtù di uno spazio condiviso dove potersi raccontare.

La narrazione diventa così un valido strumento soprattutto per chi la fa, permettendo un iniziale dipanamento di quel groviglio di informazioni che intasano la mente e facilitandone una sua prima riorganizzazione; Un libero sfogo che diventa prezioso anche per la comprensione di molti sentimenti, che altrimenti sarebbero taciuti o rischiosamente sotterrati.
Riconoscere le emozioni dell’altro e comunicare di averle comprese senza giudicare, è una dinamica particolarmente costruttiva nei propri confronti. Volersi bene è imparare ad ascoltare e accettare con amore incondizionato tutte le emozioni che ci attraversano, senza rifiutarle o alimentarle.

Un buon esercizio di ascolto, parte innanzitutto da sé stessi.

[ Marina Trionfi]

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